SINTESI TAVOLO "LAVORO"
Considerazioni emerse ai sottotavoli (la relazione del facilitatore Massimo Balliana):
• L'assenza della politica e delle istituzioni sia a
livello locale che nazionale. I lavoratori si sentono isolati e abbandonati a
se stessi.
• Le difficoltà del sindacato ad operare bene sul
territorio a causa delle divisioni e della sfiducia / indifferenza dei
lavoratori che riconoscono sempre meno al sindacato la capacità di
rappresentarli.
• La delusione sul Jobs Act che poco tutela i
lavoratori e molto concede agli imprenditori .
• La riforma delle pensioni che andrebbe modificata
per agevolare le uscite in pensione degli over 60 e dei lavoratori precoci.
• Una compartecipazione nella gestione dell'azienda da
parte del sindacato e degli stessi lavoratori auspicabile e da promuovere.
• La partecipazione dei lavoratori delle cooperative
nella conduzione dell'azienda sono da considerarsi un valore da implementare e
difendere.
• Le cooperative dovrebbero avere un occhio di
riguardo per le donne vittime di violenza che hanno bisogno di essere inserite
al lavoro (nei primi 6/12 mesi) in ambienti protetti. E' inoltre necessario
attivare tutta una serie di interventi per l'alfabetizzazione, in caso di donne
straniere, e di corsi di accompagnamento per l'inserimento al lavoro.
• Più che cercare lavoro è necessario creare nuove
iniziative per nuovi posti di lavoro.
SINTESI TAVOLO "POVERTA'" di DONATELLA ALBINI
Il senso autentico della politica e' l'essere attraversata e permeata continuamente dai saperi costruiti sulla vita quotidiana di donne e uomini,bambine e bambini,anziani,disabili,sui loro desideri,sui loro bisogni,sui loro mille talenti al fine di costruire conoscenza e competenza per costruire una visione di futuro desiderabile e credibile.
Ognuno e ognuna di noi sente il dovere pressante,l'urgenza etica di riempire di pensiero e di gesti concreti l'abisso che si e' spalancato tra il vasto mondo di fuori e il ristretto mondo di dentro,della piccola politica,autoreferenziale e personalistica.
La poverta' e' troppo spesso impacchettata in un discorso retorico,confinata in pregiudizi moralistici,vizio o colpa,mai analizzata ne' qualitativamente ne' quantitativamente,comunque vista come una minaccia alla convivenza democratica.
Le politiche sociali sono considerate un ingombro,perche' mettono in discussione il sistema dal di dentro.
Stiamo parlando di ceto medio impoverito,di piccola borghesia ricacciata indietro nella sua affannosa rincorsa alla sicurezza economica,di donne e uomini puniti senza ragione dalla drammatica perdita di valore del loro lavoro,di giovani dall'esistenze precarie,di donne che non possono nominare il loro libero si' alla maternita',alla generativita' perche' vige pervicacemente un'idea della maternita'come un incomodo per il mondo del lavoro.
Stiamo parlando di bambini,bambine,ragazzi e ragazze poveri/e e sappiamo quanto sia irresponsabile incentivare le nascite con misure di breve periodo ,senza affrontare in modo sistematico e coerente la poverta' minorile.
Stiamo parlando dei poveri del mondo che ci stanno cadendo addosso,di quelli che abitano le discariche delle nostre periferie,dei senzatetto,che patiscono dolore esistenziale e non hanno un luogo da vivere.
La diseguaglianza e' la causa dei problemi che ci attraversano, serve un'azione politica forte,un gesto di cambiamento,sbrigativo e sollecito,servono risorse,sia dal governo centrale,la definizione urgente di un piano di contrasto alla poverta', sia dal goveno regionale,la ridefinizione del sistema residenziale erp,tuttora asfittico e rigido e la riscrittura di una riforma sociale e sanitaria autentica e profonda,radicale,che riscriva la cultura socio-sanitaria,riaffermando il valore dell'universalismo del governo della cura , sia dai comuni,la connessione stretta tra politica della casa,politica urbanistica e welfare,riscrivendo anche nuove architetture istituzionali e di partecipazione,non nel segno di un riformismo pallido,ma di una risposta vera al desiderio di bene vivere.
Ognuno e ognuna di noi sente il dovere pressante,l'urgenza etica di riempire di pensiero e di gesti concreti l'abisso che si e' spalancato tra il vasto mondo di fuori e il ristretto mondo di dentro,della piccola politica,autoreferenziale e personalistica.
La poverta' e' troppo spesso impacchettata in un discorso retorico,confinata in pregiudizi moralistici,vizio o colpa,mai analizzata ne' qualitativamente ne' quantitativamente,comunque vista come una minaccia alla convivenza democratica.
Le politiche sociali sono considerate un ingombro,perche' mettono in discussione il sistema dal di dentro.
Stiamo parlando di ceto medio impoverito,di piccola borghesia ricacciata indietro nella sua affannosa rincorsa alla sicurezza economica,di donne e uomini puniti senza ragione dalla drammatica perdita di valore del loro lavoro,di giovani dall'esistenze precarie,di donne che non possono nominare il loro libero si' alla maternita',alla generativita' perche' vige pervicacemente un'idea della maternita'come un incomodo per il mondo del lavoro.
Stiamo parlando di bambini,bambine,ragazzi e ragazze poveri/e e sappiamo quanto sia irresponsabile incentivare le nascite con misure di breve periodo ,senza affrontare in modo sistematico e coerente la poverta' minorile.
Stiamo parlando dei poveri del mondo che ci stanno cadendo addosso,di quelli che abitano le discariche delle nostre periferie,dei senzatetto,che patiscono dolore esistenziale e non hanno un luogo da vivere.
La diseguaglianza e' la causa dei problemi che ci attraversano, serve un'azione politica forte,un gesto di cambiamento,sbrigativo e sollecito,servono risorse,sia dal governo centrale,la definizione urgente di un piano di contrasto alla poverta', sia dal goveno regionale,la ridefinizione del sistema residenziale erp,tuttora asfittico e rigido e la riscrittura di una riforma sociale e sanitaria autentica e profonda,radicale,che riscriva la cultura socio-sanitaria,riaffermando il valore dell'universalismo del governo della cura , sia dai comuni,la connessione stretta tra politica della casa,politica urbanistica e welfare,riscrivendo anche nuove architetture istituzionali e di partecipazione,non nel segno di un riformismo pallido,ma di una risposta vera al desiderio di bene vivere.
SINTESI TAVOLO "GENERAZIONE PRECARIA" di GIULIA TRAVERSI
TAVOLO GENERAZIONE PRECARIA: SCUOLA,
UNIVERSITA', POLITICHE GIOVANILI E NUOVE FORME DI PARTECIPAZIONE
Siamo partiti da questi spunti: è sempre
stata una generazione precaria quella dei giovani? La precarità è dovuta alla rassegnazione che nega un
futuro miglioramento? E' la scuola il motore per vincere la rassegnazione?
Si è parlato dalle politiche giovanili.
Abbiamo constatato che il modello delle politiche giovanili, dagli anni 90 ai giorni nostri, (tavoli con un
rappresentante per associazione, rapporto unilaterale delle Amministrazioni Comunali ecc. ) è stato un fallimento,
causa la scarsissima partecipazione e il mancato convolgimento dei diretti interessati. Riteniamo che il
tavolo non debba essere un momento a sé stante, ma le politiche giovanili hanno l'obiettivo di permeare in tutti i
settori della vita pubblica.
E' sui giovani che si gioca il futuro
della Sinistra. Sui giovani e nei territori in cui questi operano. Ci chiediamo cosa possa spingere i giovani a
mettersi in gioco e ad allargare i propri orizzonti, integrandosi con altre realtà presenti nel territorio.
Un esempio di integrazione e di rete di
associazioni è “facciamo rete”...
SINTESI TAVOLO "REDDITO CONTRO LE DISUGUAGLIANZE" di MICHELE MONTELEONE
In questi giorni il dibattito sul reddito minimo
garantito si è riacceso, generando ancora una volta polemiche scomposte tra le diverse forze politiche.
In un’intervista rilasciata al Corriere della Sera Grillo
ha dichiarato che è possibile un dialogo tra Movimento 5 Stelle e le altre forze politiche (anche il Pd) sul
tema del Reddito di Cittadinanza.
Sinistra Ecologia e Libertà si è dimostrata subito
disponibile ad accogliere la proposta, mentre Filippo Taddei , consigliere economico del Governo Renzi, ha
subito precisato che l’idea di reddito minimo è solo frutto di propaganda politica, nonostante fosse
proprio lui a curare il programma economico della mozione Civati di cui il reddito minimo era uno dei punti
fondamentali.
SINTESI TAVOLO "GIUSTIZIA & LEGALITA'"
Giustizia Sociale e Antimafia di Piergiuseppe Caldana
Dopo una discussione approfondita
si è fatto un inquadramento
generale del concetto di giustizia sociale, sottolineando che questi concetti variano in
relazione della cornice costituzionale e normativa e che anche all’interno del medesimo
ordinamento costituzionale, assumono diversa realizzazione a
seconda della natura dell’impostazione governativa.
Un governo di tipo liberista darebbe attuazione diversa al concetto di giustizia sociale, rispetto a un governo di impostazione socialista….
Un governo di tipo liberista darebbe attuazione diversa al concetto di giustizia sociale, rispetto a un governo di impostazione socialista….
CONTRIBUTO TAVOLI di DARIO BALOTTA
Pagnoncelli ci ricorda che gli italiani diffidano delle
istituzioni e amano il volontariato e l’ambiente.
C’è un Paese silente pronto a mitigare i “guai” socio-economico e ambientali provocati dalla cattiva politica.
Le forze del volontariato vanno trasformate in forze di governo.
La politica non è “solo” soggiogata ai grandi gruppi finanziari ma è soprattutto soggiogata da grandi e piccole corporazioni, da poteri opachi che si annidano in aree di spesa pubblica dove sono alti i bisogni sociali (ambiente, sanità, casa e trasporti) in una parola nelle utility per non parlare della vicenda profughi….
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CONTRIBUTO TAVOLI di PIETRO GARBARINO
RELAZIONE PER GRUPPO DI
LAVORO HUMAN FACTOR
GRUPPO DI LAVORO
GIUSTIZIA SOCIALE E DIRITTI
Gli elementi
fondamentali che introducono principi basilari di giustizia sociale nella
nostra Costituzione sono
rappresentati dall’art. 2 e dal secondo comma dell’art. 3.
Infatti il citato art. 2
richiama il principio di solidarietà nell’ambito della promozione
della persona e
dell’individuo, mentre l’art. 3 afferma che è compito della Repubblica
rimuovere tutti gli
ostacoli di ordine materiale morale e sociale che si frappongono tra
il libero e pieno
sviluppo della persona umana e la sua condizione di fatto.
Tale principio dovrebbe
diventare il programma fondamentale di azione di ogni
governo della Repubblica
e il principio di solidarietà diventa proprio la chiave
interpretativa e
operativa attraverso la quale realizzare questo programma di
generalizzata promozione
sociale, che la Costituzione impone sia al legislatore che al
Governo della
Repubblica.
INTERVENTO di SIMONE ZUIN
Care Compagne, Cari Compagni!
Con Human Factor Brescia non abbiamo voluto dar vita ad un evento fine a se stesso, autoreferenziale o con un taglio accademico.
Non è stato il solito convegno o l'ennesima assemblea pubblica.
Al contrario, abbiamo cercato di attivare una rigenerazione del pensiero attraverso la creazione di un momento di cultura politica sostenuto da proposte operative concrete.
Human Factor prende vita con il dichiarato intento di creare un percorso, trasversale ai partiti e alle associazioni che agiscono sul territorio bresciano, che porterà a concrete azioni politiche sul territorio.
Azioni, idee e posizioni che nasceranno proprio dalle linee guida elaborate dai tavoli tematici che si sono svolti in questa giornata di lavoro.
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Con Human Factor Brescia non abbiamo voluto dar vita ad un evento fine a se stesso, autoreferenziale o con un taglio accademico.
Non è stato il solito convegno o l'ennesima assemblea pubblica.
Al contrario, abbiamo cercato di attivare una rigenerazione del pensiero attraverso la creazione di un momento di cultura politica sostenuto da proposte operative concrete.
Human Factor prende vita con il dichiarato intento di creare un percorso, trasversale ai partiti e alle associazioni che agiscono sul territorio bresciano, che porterà a concrete azioni politiche sul territorio.
Azioni, idee e posizioni che nasceranno proprio dalle linee guida elaborate dai tavoli tematici che si sono svolti in questa giornata di lavoro.
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INTERVENTO di ANDREA SCIOTTI
Buongiorno a tutti,
penso che questa giornata bella, piena, viva debba rimanere in tutti noi come il possibile punto di partenza per ricostruire una Sinistra vera, di governo, moderna che oggi manca.
Perché sono i temi che oggi abbiamo trattato, i temi della Sinistra che vogliamo.
E per questo ringrazio tutti voi e Sinistra, Ecologia e Libertà, in particolar modo, che con tanta generosità si è messa a disposizione per superare i paletti che per troppo tempo abbiamo messo a Sinistra, per cercare di creare un soggetto politico credibile e soprattutto di Sinistra.
Per farlo dobbiamo parlare, dobbiamo urlare i temi che più ci stanno a cuore: la lotta alla corruzione e alla mafia, le riforme fatte con cura costituzionale, una politica economica che non si riduca alla gestione dell’esistente, il reddito minimo che hanno praticamente tutti i paesi dell’UE tranne noi, la progressività fiscale vera e non solo immaginaria, la parità salariale tra donne e uomini, la lotta all’omofobia e l’ampliamento dei diritti civili.
Sono questi i temi che vogliamo, ma prima di tutto dobbiamo recuperare i valori della Sinistra perché senza quelli siamo afoni ed è così che risultiamo alla gente che non ci conosce: senza voce.
Per ridare voce alla nostra Sinistra dobbiamo recuperare le nostre parole chiave che da Genova in poi sono sparite. Sparite perché abbiamo sempre utilizzato il linguaggio dell’avversario o ancor peggio ci siamo spesso uniti per sconfiggere qualcuno non capendo che in questo modo perdavamo sempre più la connessione col nostro retroterra e ci allontanavamo sempre più da coloro che in noi ponevano fiducia.
Per ridare voce alla Sinistra dobbiamo recuperare la credibilità e la coerenza che ci hanno da sempre contraddistinto ma che purtroppo abbiamo perso. Ci sarà una connessione se tutti i partiti e i movimenti hanno cambiato la propria classe dirigente e invece noi dal 2008 non l’abbiamo praticamente mai fatto.
Per ridare voce alla Sinistra dobbiamo vivere attivamente in tutti i processi reali, nella vita reale, non agitare parole o bandiere che sono sempre più sbiadite e lontane dalla realtà.
Questa è la sfida che abbiamo davanti. Una grande sfida di una Sinistra laica, moderna e di governo. Ma sono sicuro che insieme a voi e alle tante persone che ancora ci credono, la vinceremo.
penso che questa giornata bella, piena, viva debba rimanere in tutti noi come il possibile punto di partenza per ricostruire una Sinistra vera, di governo, moderna che oggi manca.
Perché sono i temi che oggi abbiamo trattato, i temi della Sinistra che vogliamo.
E per questo ringrazio tutti voi e Sinistra, Ecologia e Libertà, in particolar modo, che con tanta generosità si è messa a disposizione per superare i paletti che per troppo tempo abbiamo messo a Sinistra, per cercare di creare un soggetto politico credibile e soprattutto di Sinistra.
Per farlo dobbiamo parlare, dobbiamo urlare i temi che più ci stanno a cuore: la lotta alla corruzione e alla mafia, le riforme fatte con cura costituzionale, una politica economica che non si riduca alla gestione dell’esistente, il reddito minimo che hanno praticamente tutti i paesi dell’UE tranne noi, la progressività fiscale vera e non solo immaginaria, la parità salariale tra donne e uomini, la lotta all’omofobia e l’ampliamento dei diritti civili.
Sono questi i temi che vogliamo, ma prima di tutto dobbiamo recuperare i valori della Sinistra perché senza quelli siamo afoni ed è così che risultiamo alla gente che non ci conosce: senza voce.
Per ridare voce alla nostra Sinistra dobbiamo recuperare le nostre parole chiave che da Genova in poi sono sparite. Sparite perché abbiamo sempre utilizzato il linguaggio dell’avversario o ancor peggio ci siamo spesso uniti per sconfiggere qualcuno non capendo che in questo modo perdavamo sempre più la connessione col nostro retroterra e ci allontanavamo sempre più da coloro che in noi ponevano fiducia.
Per ridare voce alla Sinistra dobbiamo recuperare la credibilità e la coerenza che ci hanno da sempre contraddistinto ma che purtroppo abbiamo perso. Ci sarà una connessione se tutti i partiti e i movimenti hanno cambiato la propria classe dirigente e invece noi dal 2008 non l’abbiamo praticamente mai fatto.
Per ridare voce alla Sinistra dobbiamo vivere attivamente in tutti i processi reali, nella vita reale, non agitare parole o bandiere che sono sempre più sbiadite e lontane dalla realtà.
Questa è la sfida che abbiamo davanti. Una grande sfida di una Sinistra laica, moderna e di governo. Ma sono sicuro che insieme a voi e alle tante persone che ancora ci credono, la vinceremo.
CONTRIBUTO TAVOLI di GIOVANNA BENINI
Al di
là delle consuete riflessioni e analisi culturali,
preferirei concentrarmi soprattutto sugli aspetti normativi che
rendono sempre più difficile la vita degli immigrati nel nostro Paese.
E'
evidente che, a oltre vent'anni di immigrazione in Italia, (a
prescindere dalla Bossi Fini che è, di per sé, da abrogare) occorre pensare a
una legislazione innovativa, al passo con i tempi, necessaria per sanare
situazioni che ormai si sono consolidate e per rendere più umana la vita dei
nostri concittadini immigrati. (Leggi tutto...)
Mi riferirò in particolare:
- ALL'ATTESO IUS SOLI campagna l’Italia sono anch’io del 2012
- AD UN PIÙ RAPIDO ACCESSO ALLA CITTADINANZA
- AL DIRITTO DI VOTO (ALMENO AMMINISTRATIVO)
- AI RICONGIUNGIMENTI: FACILITARE IL RICONGIUNGIMENTO, ABBATTERE BUROCRAZIA E VINCOLI . Sono calate soprattutto le richieste di permesso di soggiorno per motivi di lavoro, mentre i permessi per ricongiungimento familiare continuano a determinare una crescita, seppure modesta, del numero totale degli immigrati residenti.
- alle difficoltà del rinnovo del permesso di soggiorno e relativi COSTI CIRCA 200 EURO!
Apertura Human Factor Brescia con LETIZIA PASSARELLA e MARCO CASTELLI
Buongiorno a tutti e benvenuti.
Innanzitutto voglio ringraziare gli organizzatori … (inserire nomi e
ruoli) e dichiaro aperta la plenaria di
HUMAN FACTOR Brescia.
Questa mattina io e Giulia abbiamo l’onore
e l’onere di aprire i lavori di quello che spero diventi un
nuovo ed importante spazio di confronto,
dialogo, costruzione e crescita politica per tutti noi qui
presenti e non solo. Ammetto di essermi
trovata un po’ disorientata di fronte alla richiesta di
ricoprire questo ruolo. Disorientata per
svariate ragioni: prima di tutto per il fatto che da qualche
tempo non mi capitava di dover intervenire
in pubblico rispetto a temi politici e sociali;
secondariamente perché ritengo che ci siano
persone molto più titolate e competenti di me in
materia; in ultimo perché penso che HUMAN
FACTOR sia un po’ come una tela bianca su cui
dipingere o un tema libero...
CONTRIBUTO AI TAVOLI di MIRKO CAVALLETTO
STORIA DELLA GASISTA MARIA
Maria ha oggi 42 anni, e vive a Prevalle.
Ha un diploma in ragioneria e fa l’impiegata in una società che coltiva cave di ghiaia nei dintorni di Brescia.
Lo fa da oltre venti anni e nel tempo ha maturato una certa insoddisfazione: il suo stipendio trae origine da una attività che deturpa il paesaggio e lo fa in modo sempre più insensato. Quando ha iniziato a fare questo lavoro non si poneva problematiche di questo tipo, insomma le è successo di averne preso consapevolezza con il tempo. Questa cosa le causa una profonda frustrazione, insoddisfazione.
Tuttavia Maria ha una famiglia, due figli, un marito che lavora, ma serve lo stipendio di tutti e due per tirare avanti, diciamo così, in modo conforme al modello dominante ....
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Maria ha oggi 42 anni, e vive a Prevalle.
Ha un diploma in ragioneria e fa l’impiegata in una società che coltiva cave di ghiaia nei dintorni di Brescia.
Lo fa da oltre venti anni e nel tempo ha maturato una certa insoddisfazione: il suo stipendio trae origine da una attività che deturpa il paesaggio e lo fa in modo sempre più insensato. Quando ha iniziato a fare questo lavoro non si poneva problematiche di questo tipo, insomma le è successo di averne preso consapevolezza con il tempo. Questa cosa le causa una profonda frustrazione, insoddisfazione.
Tuttavia Maria ha una famiglia, due figli, un marito che lavora, ma serve lo stipendio di tutti e due per tirare avanti, diciamo così, in modo conforme al modello dominante ....
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CONTRIBUTO TAVOLI del Circolo “M. Hack”
Circolo Inercomunale SEL Bassa Bresciana Orientale “M. Hack”
Anche se il tema che dobbiamo affrontare è pressoché ignoto
alla maggior parte delle persone, o comunque poco conosciuto e frainteso, non
possiamo esimerci dal ricordare alcune rilevanti figure il cui pensiero
anticipatore ha messo in evidenza le problematiche che oggi sono, o dovrebbero
essere, al centro della riflessione e dell'azione di tutti noi.
Sergej Podolinskij (1850-1891): aristocratico ucraino
fuggito esule in Francia che tentò di sensibilizzare Karl Marx alla critica
ecologica, e per primo avanzò l'idea della necessità di conciliare socialismo
ed ecologia.
Ivan Illich (1926-2002): uno dei maggiori sociologi del
nostro tempo, anticipatore delle riflessioni alteromondiste, critico
analizzatore delle forme istituzionali della società contemporanea, con criteri
di umanizzazione e convivialità ispirati anche alla sua fede cristiana.
Nicholas Georgescu Roegen (1906-1994): padre delle teorie
bioeconomiche (quelle che collocano l'economia all'interno della biosfera), tra
i primi a porre la questione ecologica in economia, sostenendo che la scienza
economica, commettendo un errore fatale, ignora l'entropia, ovverosia la non
reversibilità delle trasformazioni dell'energia e della materia. Nel lontano
1975 suggerì otto massime, come una sorta di imperativo ecologico…
CONTRIBUTO AI TAVOLI di LILIA BARDOSCIA
In rappresentanza di "Facciamo rete" la rete delle associazioni bresciane
Facciamo Rete nasce come luogo di incontro e di confronto
tra le componenti giovanili delle associazioni bresciane impegnate nel campo
del sociale, cultura e ambientalismo.
Principio ispiratore: mettere in comune le singole,
eterogenee, esperienze d’azione, le conoscenze e competenze, sempre nel
rispetto dell’autonomia di ciascuno, per rendere più incisive ed efficaci le
singole iniziative, e perché no, provare a ri-motivare i giovani e focalizzare
la loro attenzione su grandi ideali.
CONTRIBUTO TAVOLI di GAETANO CINQUE
UN’IDEA DI SCUOLA PER IL FUTURO
1. Requiem per la scuola? Quale il destino della
scuola pubblica.
2. Merito e disuguaglianza nella scuola di Stato.
3. Severità degli studi e promozione come selezione
dei più bravi e capaci?
4. Da una scuola competente ad una scuola come Utopia.
5. La scuola dei test a confronto con la scuola di
Atene di Raffaello.
6. Quali i veri
“principi” di una scuola meritocratica.
La mia comunicazione prende lo spunto da un
capitoletto che chiude il mio romanzo ibrido “Dei semidei comuni mortali. Dalla
scuola competente alla scuola come Utopia” (Caosfera Edizioni) e intende
affrontare aspetti e problemi per il futuro di una scuola sottoposta
continuamente ad accelerazioni di apparenti innovazioni che puntano a
scardinare quella che è una sua fondamentale prerogativa: luogo deputato non
solo ad una preparazione di competenze da spendere nella società (e che spesso
risultano poco funzionali alle richieste di un mercato in costante evoluzione),
ma soprattutto luogo protetto in cui si vengono ad esercitare relazioni umane e
competenze di cittadinanza…
CONTRIBUTO AI TAVOLI di GISELLA BOTTOLI
Tavolo Giustizia sociale e legalità, Gisella Bottoli
Quando mi hanno proposto di dare un
piccolo contributo a questo tavolo, al tema Giustizia sociale e legalità
ho subito associato diritti, lavoro, precarietà, povertà, aspetti che però sono
oggetto di riflessione in modo più specifico di altri tavoli.
Propongo quindi di affrontare il discorso
da un punto di vista più generale ma contemporaneamente, come è richiesto da
questa giornata, capace di avere uno sbocco concreto.
Credo che dobbiamo partire dalla
consapevolezza che non possiamo parlare oggi di legalità e di giustizia
sociale se non affrontiamo prima il tema corruzione, il problema n°1 dl nostro
Paese insieme a quello delle mafie a quello dell’evasione fiscale così
massicciamente diffusa.
Perché parlare di corruzione? Perché
la corruzione nega la giustizia sociale, vedi art. 3 Cost: trasforma
infatti la disponibilità a pagare sottobanco in accesso privilegiato alle
risorse dello Stato, accrescendo le ineguaglianze economiche e sociali…
COME RAGGIUNGERCI
Autobus Linea 3, parte da località Mandolossa, passando da Stazione e S. Eufemia (Fermate Metro)
per arrivare al capolinea davanti al CTM di Rezzato.
Autostrada A4 uscita Brescia Est, dopo 500 m. prendere Tangenziale Est fino ad uscita Rezzato,
continuare su Via Matteotti (4,3 Km), svoltare a destra su Via Perlasca.
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