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SINTESI TAVOLO "GENERAZIONE PRECARIA" di GIULIA TRAVERSI

TAVOLO GENERAZIONE PRECARIA: SCUOLA, UNIVERSITA', POLITICHE GIOVANILI E NUOVE FORME DI PARTECIPAZIONE

Siamo partiti da questi spunti: è sempre stata una generazione precaria quella dei giovani? La precarità è dovuta alla rassegnazione che nega un futuro miglioramento? E' la scuola il motore per vincere la rassegnazione?

Si è parlato dalle politiche giovanili. Abbiamo constatato che il modello delle politiche giovanili, dagli anni 90 ai giorni nostri, (tavoli con un rappresentante per associazione, rapporto unilaterale delle Amministrazioni Comunali ecc. ) è stato un fallimento, causa la scarsissima partecipazione e il mancato convolgimento dei diretti interessati. Riteniamo che il tavolo non debba essere un momento a sé stante, ma le politiche giovanili hanno l'obiettivo di permeare in tutti i settori della vita pubblica.

E' sui giovani che si gioca il futuro della Sinistra. Sui giovani e nei territori in cui questi operano. Ci chiediamo cosa possa spingere i giovani a mettersi in gioco e ad allargare i propri orizzonti, integrandosi con altre realtà presenti nel territorio.


Un esempio di integrazione e di rete di associazioni è “facciamo rete”...

CONTRIBUTO AI TAVOLI di LILIA BARDOSCIA

In rappresentanza di "Facciamo rete" la rete delle associazioni bresciane


Facciamo Rete nasce come luogo di incontro e di confronto tra le componenti giovanili delle associazioni bresciane impegnate nel campo del sociale, cultura e ambientalismo.

Principio ispiratore: mettere in comune le singole, eterogenee, esperienze d’azione, le conoscenze e competenze, sempre nel rispetto dell’autonomia di ciascuno, per rendere più incisive ed efficaci le singole iniziative, e perché no, provare a ri-motivare i giovani e focalizzare la loro attenzione su grandi ideali.

CONTRIBUTO TAVOLI di GAETANO CINQUE

UN’IDEA DI SCUOLA PER IL FUTURO

1. Requiem per la scuola? Quale il destino della scuola pubblica.
2. Merito e disuguaglianza nella scuola di Stato.
3. Severità degli studi e promozione come selezione dei più bravi e capaci?
4. Da una scuola competente ad una scuola come Utopia.
5. La scuola dei test a confronto con la scuola di Atene di Raffaello.
6. Quali i  veri “principi” di una scuola meritocratica.


La mia comunicazione prende lo spunto da un capitoletto che chiude il mio romanzo ibrido “Dei semidei comuni mortali. Dalla scuola competente alla scuola come Utopia” (Caosfera Edizioni) e intende affrontare aspetti e problemi per il futuro di una scuola sottoposta continuamente ad accelerazioni di apparenti innovazioni che puntano a scardinare quella che è una sua fondamentale prerogativa: luogo deputato non solo ad una preparazione di competenze da spendere nella società (e che spesso risultano poco funzionali alle richieste di un mercato in costante evoluzione), ma soprattutto luogo protetto in cui si vengono ad esercitare relazioni umane e competenze di cittadinanza…